Come gli Argonauti

Feb 24, 2022 | Splash Mag

Una crociera in barca a vela tra leggende e miti dell’Isola d’Elba

Premesso che le carte nautiche abbiano un loro fascino indiscusso, che il carteggio con compasso e matita sia una pratica marinara tutt’ora indispensabile che ci immerge totalmente nell’autentica atmosfera marittima, mi piace l’idea di raccontarvi una rotta alternativa che evochi storie e miti del fascino mistico e leggendario di una delle isole più belle della nostra cara Italia.

Quindi pronti a salpare?

Vi accompagnerò in questa Crociera a Vela intorno all’Elba con un pizzico di poesia, romanticismo e leggenda.

Si narra che Afrodite, dea dell’amore, un giorno emerse dalle acque del Tirreno per raggiungere la riva ad incontrare Eros, il figlio di bellissimo aspetto che armato di arco e frecce trafiggeva d’amore i cuori dei mortali e degli dèi.

Nel tentativo, come ogni elegante signora insegna, di aggiustarsi al collo la lunga collana di perle, dono prezioso di Paride, il lungo monile si ruppe e perse in mare 7 perle.

Le perle scivolate in acqua dalla mano di Afrodite non sprofondarono negli abissi ma rimasero a galla.

Nel corso del tempo si popolarono di fauna e di flora e si tramutarono nelle 7 perle dell’Arcipelago Toscano così come le conosciamo oggi.

Elba, Capraia, Gorgona, Pianosa, Giannutri, Montecristo e Giglio sono considerate le 7 perle del Tirreno, il cui fascino naturale ci piace attribuire direttamente alla dea dell’amore e della bellezza.

Ma ora a vele spiegate navighiamo verso il centro del versante nord  dell’Elba

per arrivare nel golfo dove si erge nel suo splendore rinascimentale il capoluogo dell’isola d’Elba: Portoferraio.

La piccola cittadina è stata scenografia di moltissimi eventi storici e leggendari e molti suoi anfratti sono avvolti da atmosfere mistiche e storie romantiche.

Molti conoscono l’epopea mitologica degli Argonauti, in cui si narrano le avventure di Giasone alla conquista del vello d’oro.

Prima tappa del nostro peregrinare a vela: Argo l’approdo sommerso

Si racconta che durante il loro peregrinare con la nave Argo approdassero in una delle spiagge di Portoferraio, la spiaggia delle Ghiaie (42°49.073’N – 10°19.391”E) dove, una volta sbarcati, si detersero con i ciottoli bianchi e porosi e con il loro sudore li macchiarono di gocce nero-blu, rendendoli così particolari e caratteristici.

Ma pochi sanno che tra gli anni 50’ e 60’ del secolo scorso si ipotizzò la presenza di una città sommersa al largo di questa spiaggia ed esattamente a Capo Bianco, zona conosciuta anche come “secca di Capo Bianco”, dove gli scogli si presentano emergenti a filo d’acqua e sommersi ad una profondità talmente minima che è vietata la navigazione alle imbarcazioni con pescaggio profondo.

Vennero quindi avviate ricerche ed esplorazioni subacquee per meglio studiare questo fenomeno roccioso, che svelarono la presenza di un grande complesso che sembra in parte naturale ed in parte ad opera umana.

Che sia l’approdo costruito dagli Argonauti di cui parla Strabone, geografo e storico dell’antica Grecia?

A noi piace molto credere a questo mito!

Alba&Sabino. Verso le Grotte di Portoferraio

Una storia d’amore molto triste e tormentata invece quella della principessa Alba e del cavaliere Sabino, che sono gli attori della Leggenda delle Grotte di Portoferraio (42°48’42.02”N-10°19’48.48”E).

I due straziati amanti per proteggere il loro profondo sentimento invocarono l’aiuto di Venere, la quale indicò loro come rifugio l’isola d’Elba dove la loro folle storia d’amore sarebbe sopravvissuta a patto che i due innamorati avessero costruito all’interno del loro nido d’amore un’area votiva alla Dea stessa.

Una volta sistemati nella nuova villa si dimenticarono della promessa fatta alla dea e come la mitologia insegna, non conviene non mantenere una promessa fatta agli dèi!

La rabbia di Venere fu tale che, come punizione, “rubò” la memoria di Sabino che dimentico del suo amore per Alba, cominciò a vagare straziato per tutta l’isola.

La leggenda narra che ancora oggi si riesca a sentire l’urlo disperato di Alba provenire dalle rovine della villa romana delle grotte di Portoferraio.

Le cinque fanciulle di Luceri

C’era una volta un antico castello chiamato “castello di Luceri”, nei pressi di Portoferraio, dove viveva, durante la corte degli Appiano, un nobile e valoroso cavaliere che aveva 5 figlie che amava tantissimo.

Il truce pirata Khays al Din detto Barbarossa, autore di varie e cruente scorribande nel mar Tirreno, espugnò il castello e, dopo aver trucidato il cavaliere, ordinò che gli fosse dato fuoco e raso al suolo.

Le 5 fanciulle, terrorizzate, scamparono allo scempio del nefasto pirata e presero a girovagare, tra le alture e le scogliere in preda al terrore e all’immenso dispiacere per la perdita del loro amato padre.

Stravolte dalla stanchezza fecero ritorno al castello di cui ormai era rimasta solamente una montagna di ceneri.

Alla vista di una nave pirata al largo nel golfo, echeggiò un urlo straziante nel buio della notte.

Le fanciulle in preda al panico scapparono verso la scogliera, tenendosi per mano, ma nell’agitazione la maggiore scivolò da uno scoglio alto e precipitando trascinò con sé in mare le altre sorelle.

Vuole la leggenda che ancora oggi quando il golfo di Portoferraio è illuminato si possa vedere la ghirlanda di fiori delle fanciulle di Luceri sul fondo del mare.

Spiegate le Vele facciamo rotta verso sud

ma è d’obbligo la fermata a Nisporto, nella piccola baia a forma di ferro di cavallo nel cui centro ci appare la sua bellissima spiaggia (42°49’ 22N – 10°22’ 60E), che fece da palcoscenico per l’ultimo atto di una prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano.

Un’appassionata e romanticissima storia d’amore tra fantasia e realtà.

Il Principe e la Ballerina

Intorno al 1913 una famosa étoile del teatro scaligero abbandonò i palcoscenici e i riflettori dei teatri più famosi al mondo per ritirarsi a vita privata, dopo un’immensa delusione d’amore per un matrimonio durato poche settimane.

Qui a Nisporto si dedicò alla sua piccola azienda agricola con cui diede lavoro a molti abitanti delle zone circostanti.

Durante una notte d’agosto, sulla spiaggia venne steso un lungo tappeto rosso, mentre in lontananza si vedeva ormeggiato un’imbarcazione dalla quale scese un signore in divisa. Siamo intorno agli anni ’20 – ’30 del Novecento e il signore in divisa di alto ufficiale andò a far visita alla ballerina, per poi ripartire e non tornare mai più. 

Da qui nasce laleggenda del Principe e della Ballerina di Nisporto, al secolo Lucia Galli che visse, pare, l’atto finale del suo tormentato e proibito amore, nientedimeno che Amedeo Filiberto duca d’Aosta, proprio su questo incantevole lido.

Che Laurence Olivier si fosse ispirato nel 1957 a questa romantica storia d’amore per il suo film “Il Principe e la Ballerina” interpretato da Marilyn Monroe?

Ma ora conviene levare l’ancora e salpare

perché ci aspettano un po’ di miglia, circa 15 mn, per superare il capo più a nord dell’isola, capo Vita ed arrivare sul versante centro orientale e più precisamente a Porto Azzurro.

Il tesoro di Ferdinando IV, re di Napoli

Ferdinando IV, re di Napoli, preso da una malsana ansia di voler proteggere il suo immenso tesoro, composto da oggetti preziosissimi e vaste opere d’arte di incommensurabile valore, fece salpare da Napoli la sua nave Polluce con l’intenzione di trovare un luogo sicuro per nascondere i suoi beni preziosi.

Ma la malasorte accompagnò il viaggio in mare….e il Polluce a causa di un abbordo del vapore Mongibello,  affondò nella rada di porto Azzurro.

Da allora furono molteplici i tentativi di recuperare il tesoro di Ferdinando IV a causa dei racconti dei naufraghi che in preda al delirio misto alla felicità per essere stati tratti in salvo, narravano di meraviglie adagiate sul fondo di quel tratto di mare.

Ma ad oggi il mare non ha ancora restituito niente!!

Come ultimo approdo della nostra fiabesca crociera 

ci dirigiamo verso Capoliveri, circumnavigando l’estrema punta sud dell’isola.

Si arriva così in una delle zone più belle , dove la spiaggia dell’Innamorata offre la vista di un tramonto meraviglioso e romantico come la leggenda che narra le origini di questo nome.

Una fanciulla innamorata

Nel 1534 la nostra bellissima isola era oggetto di cruente e sanguinose razzie ad opera del sopracitato Barbarossa.

Ma poco importava a Maria e Lorenzo che vivevano intensamente il loro profondo amore, contrastato dalla nobile famiglia di lui, incontrandosi ogni sera nella spiaggia dove si erano visti la prima volta, che diventò così il loro rifugio segreto.

Nel pomeriggio del 14 luglio Lorenzo si presentò in spiaggia in largo anticipo e venne così rapito dai feroci pirati.

Maria mentre arrivava dal sentiero si accorse che il suo amato stava per cadere nelle malvagie mani dei pirati e cercò di avvertirlo a squarciagola della nefasta presenza, ma purtroppo gli erano alle spalle e Lorenzo non poté sfuggirne.

Una volta raggiunta la spiaggia scorse la nave di Barbarossa allontanarsi dopo aver fatto cadere il corpo ormai agonizzante del promesso sposo.

In preda alla disperazione totale si gettò in mare nell’ultimo drammatico tentativo di salvare il suo amato.

Il mare non restituì mai i corpi dei due innamorati, della fanciulla venne ritrovata sola la sua sciarpa che rimase impigliata in uno scoglio da allora chiamato Scoglio della Ciarpa.

Quasi 100 anni dopo un nobile spagnolo diseredato e mandato in esilio all’Elba dal padre, durante una passeggiata sulla spiaggia degli incontri di Maria e Lorenzo, gli sembrò di veder vagare in mezzo a molteplici fasci di luce una giovane fanciulla in preda al dolore. Rimase talmente colpito da questo strana apparizione e, conoscendo la triste storia d’amore dei “Giulietta e Romeo Elbani”, decise che nella serata di ogni 14 luglio sarebbero state accese migliaia di fiaccole sulla spiaggia in modo da poter aiutare Maria a ricongiungersi con il suo amato Lorenzo.

Questo rito è ripetuto ormai da secoli ed è arrivato ai giorni nostri, trasformandosi in una vera e propria festa: la festa dell’Innamorata.

Storie, leggende e miti, romantici, misteriosi e drammatici, tutti volti a creare una curiosità emotiva che insieme allo spettacolo del tramonto in mare, mentre in rada si degusta un bicchiere di vino freddo, fanno sì che nel nostro immaginario i personaggi reali o fantastici con la loro storia da raccontare, ci si presentino come per dirci: “ ma tu come lo vedi il finale?”

SB

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